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Compravendite immobiliari a DubaiLa ROIS vi può supportare nelle compravendite immobiliari a Dubai. L’Emirato è all’avanguardia nello sviluppo edilizio. La decisione del governo di diversificare l'economia, per puntare maggiormente sui servizi e il turismo, ha contribuito ad aumentare il valore della proprietà immobiliare, che negli anni tra il 2004 e il 2006 ha vissuto un vero e proprio boom, con compravendite immobiliari a prezzi sempre crescenti. Le costruzioni su larga scala hanno reso Dubai una delle città a maggiore sviluppo urbanistico del mondo, al pari delle metropoli cinesi. L'area della città vecchia di Dubai, chiamata Bastakia, è oggi valorizzata con lo svolgimento d’attività culturali e d'interesse storico. Il vero sviluppo di Dubai avviene dal 1992 in poi, quando sorge la vera e propria città moderna. L'esigenza di sviluppare il commercio e, in parallelo, il turismo ha portato alla creazione di strutture uniche al mondo, sia per gli aspetti architettonici che per le dimensioni, che hanno dato vita a numerose compravendite immobiliari. Nel 2006 a Dubai sono presenti circa il 23% di tutte le gru mondiali da costruzione ed i grattacieli sorgono a decine lungo tutta la città. La stessa città non è più ben definita, in quanto le zone desertiche sono oggi in fase d’edificazione. Lo sviluppo, infatti, coinvolge entrambe le principali attività economiche. Da un lato le attività commerciali e residenziali si estendono verso il deserto. Sono in fase di costruzione l'International City, la Silicon City, la Sport City e Dubailand - che dovrebbe diventare il più grande parco divertimenti del mondo - oltre ad un immenso complesso ospedaliero e di wellness. Tutte queste nuove costruzioni spingono il settore delle compravendite immobiliari.
Dall'altro lato il turismo si concentra sulla costa, dove la creazione delle “palme” porterà in primo piano il turismo degli Emirati Arabi Uniti (UAE-United Arab Emirates). Entro l'anno 2015 verranno completate le tre “palme”, ovvero delle penisole create artificialmente nel Golfo Persico e la cui forma richiama quella dell'omonimo albero. Oltre alle palme è in fase di costruzione il cosiddetto "Mondo", formato da trecento isole che, se viste dall'aereo o dal satellite, richiamerà il nostro pianeta, con i relativi continenti. Ogni isola potrà essere venduta singolarmente il cui prezzo oscilla tra 1 e 15 milioni di dollari. La zona forse più bella dal punto di vista turistico è quella di Jumeirah, dove la catena alberghiera di proprietà della famiglia Al Maktum ha creato quattro tra le strutture alberghiere più belle, tra le quali la celebre Burj al- Arab (Torre araba), che è diventata l'icona di Dubai nel mondo. Alcuni dati numerici impressionano e rendono unico questo paese: solo il 20% della popolazione è locale, mentre l'80% proviene da paesi stranieri (in primis India, Pakistan e Bangladesh); la catena alberghiera Jumeirah ha circa 23000 addetti ed il solo Burj al-Arab ne conta circa 1600; la Burj al- Arab è la struttura alberghiera forse più lussuosa al mondo, con 7 stelle (anche se, per problemi normativi, ne sono riconosciute 5). Altra struttura particolarmente imponente è la "Mall of the Emirates", il più grande centro commerciale del Medio Oriente. Si estende per un area di oltre 220.000 metri quadrati, di sola area commerciale, a cui si aggiungono un cinema da 14 sale ed un teatro. Oltre a queste, nello stesso complesso, vi è un area interamente dedicata agli sport invernali: il Dubai Ski Resort, un complesso indoor con 3 piste da sci, una da slittino ed uno snowpark per i bambini. Nel 2009 sarà aperta la prima metrò della città che collegherà tutta la città fino a raggiungere Jabel Ali: 5 stazioni, 18 chilometri di tunnel e 51 chilometri di viadotti; per una stima di 1,2 milioni di passeggeri al giorno. E come se non bastasse, nella città che non si ferma mai nel 2015 verrà terminato il Jabel Ali Airport City, nuovo aeroporto situato a 50 minuti da Dubai, le cui stime prevedono 6 piste, 120 milioni di passeggeri e 12 milioni di tonnellate di merci l'anno.
Lo sviluppo
delle compravendite immobiliari
La crescente diversificazione dell’economia rispetto al settore oil, ha comportato uno sviluppo particolarmente marcato dei settori delle costruzioni, infrastrutture e turismo, il che lascia prevedere un incremento delle compravendite immobiliari. È entrata nel vivo l’attuazione della disciplina normativa dei settori immobiliari introdotta nel marzo 2006 nell’Emirato di Dubai, che prevede le proprietà immobiliari nei seguenti termini: proprietà in regime di freehold e leasehold della durata di 99 anni sia per Emiratini e cittadini dei Paesi del CCG; per gli stranieri cittadini di Paesi al di fuori del Consiglio di Cooperazione del Golfo, per i quali però la proprietà è consentita limitatamente a determinate aree identificate dall’Emiro di Dubai. È stato istituito un registro delle proprietà immobiliari presso il Lands and Properties Department di Dubai e dall’11 settembre 2006 è iniziata la registrazione della proprietà di circa 15.000 ville, costruite da grandi Gruppi developers locali, quali EMAAR e Nakheel. Tale fase prevede la registrazione dei lotti di terra a nome dei developers ed una fase successiva per le compravendite immobiliari, con il trasferimento della proprietà degli immobili ai rispettivi acquirenti. Nel settore immobiliare, importanti Gruppi italiani hanno finalizzato accordi con Gruppi emiratini di primaria importanza. Nel maggio 2007 il Gruppo Gabetti ha finalizzato un accordo di partnership con DAMAC Properties, uno dei maggiori attori nel settore delle compravendite immobiliari nel Golfo e nell’intero Medio Oriente. L’accordo consentirà ai due Gruppi di favorire le compravendite immobiliari tra il mercato europeo e quello medio-orientale.
Rispetto alle recenti problematiche finanziarie, gli stati del Golfo sono, indubbiamente, in vantaggio rispetto ad altri paesi mediorientali, grazie alla loro notevole eccedenza di bilancio, e ai loro fondi che possono fare da cuscinetto contro l’accresciuta volatilità globale e l’ulteriore caduta dei prezzi del petrolio. Possono ritenersi avvantaggiate dal progresso e dalla sviluppo economico cui si è assistito nelle aree non produttrici di petrolio della regione.
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